Di cosa scrivo

Le storie sono sguardi che si fanno voce.

Questa sezione raccoglie i miei articoli giornalistici.
Ogni testo nasce dall’incrocio di più punti di vista ed è attraversato dal mio sguardo di osservatrice, che ne interroga cornici e implicazioni. La firma è il segno della responsabilità che mi assumo verso il lettore come interprete della realtà.

Scrivo di scenari legati al lavoro, all’identità di marca e alle trasformazioni tecnologiche e sociali, esplorando i cambiamenti narrativi in corso.
I miei articoli sono sintesi di un lavoro di indagine e di ascolto, pensato per offrire strumenti di lettura della complessità.

Mi sono occupata e mi occupo anche di articoli di  brand journalism.

In questo tipo di progetti  la ricerca e la scrittura restano le stesse, ma la firma scompare: la voce narrante, pur tradotta da me, è quella del brand che dialoga con il proprio pubblico.

Cambia il punto di osservazione, non la cura.

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Dare corpo al lavoro, la consapevolezza dei gesti

Il lavoro non è solo attività mentale o produttiva: è anche un insieme di gesti, posture e relazioni tra corpo, strumenti e ambiente. Ripensare l’ergonomia in chiave psico-fisica significa progettare spazi e pratiche lavorative che tengano conto del benessere, della concentrazione e della qualità dell’esperienza professionale.