Un team di lavoro dialogante con AI assistant

Gli assistenti basati su intelligenza artificiale stanno evolvendo da semplici chatbot a veri collaboratori di lavoro. Il loro impatto riguarda non solo la produttività, ma anche il linguaggio, la cultura organizzativa e il modo in cui le persone interagiscono con la tecnologia.

MetaHuman e l’illusione del sé nel marketing

Gli avatar iper-realistici generati dall’intelligenza artificiale aprono nuove possibilità per il marketing e le esperienze immersive. I MetaHuman possono rafforzare l’engagement e creare nuove forme di storytelling, ma sollevano interrogativi etici legati alla manipolazione emotiva, alla confusione tra umano e digitale e alla trasparenza nelle relazioni tra brand e pubblico.

L’intelligenza artificiale come ponte tra visione e tecnica

La diffusione degli strumenti di intelligenza artificiale rende la creatività più accessibile e sposta il valore dalla pura esecuzione tecnica alla visione personale. Le imprese sono chiamate a ripensare il rapporto tra immaginazione, competenze umane e nuovi immaginari comunicativi generati dall’AI.

AI e customer journey. Il rischio di un mondo senza cuciture

L’uso dell’intelligenza artificiale nelle customer journey rende l’esperienza fluida ma rischia di eliminare imperfezioni e frizioni che rendono umano il rapporto con i brand. Si riflette sui limiti etici, cognitivi e simbolici di un’interazione troppo ottimizzata e standardizzata.

Cura spirituale e deep medicine nel settore healthcare

Dopo la pandemia è cresciuta l’attenzione verso approcci alla salute che integrano dimensioni biologiche, psicologiche e spirituali. La ricerca esplora il ruolo dei rituali, della relazione e della cura spirituale nel supportare pazienti e sistemi sanitari, mentre l’intelligenza artificiale e la digital health aprono nuove prospettive nella cosiddetta “deep medicine”, che combina analisi dei dati e visione olistica della salute.

Modelli predittivi: vizi e virtù. Verso nuove forme di umanesimo

L’articolo analizza vantaggi e limiti dei modelli predittivi e degli algoritmi, mettendo in discussione l’illusione di controllo sul futuro e proponendo un approccio umanistico all’uso dell’AI. Le previsioni influenzano le decisioni presenti e richiedono responsabilità etica, visione culturale e nuove forme di progettazione organizzativa.